Elementi di etical hacking – Intervista a Raul Chiesa (da Wired.it)

Rintracciare Raoul Chiesa invece è stato facilissimo, lui oggi è uno dei più noti e stimati consulenti di sicurezza informatica a livello internazionale attraverso la sua@mediaservice.net. Prima, però, dal 1986 al 1995, Chiesa era conosciuto come Nobody e si fece conoscere nel mondo per una serie di intrusioni eclatanti. Visitò i sistemi informatici di istituzioni finanziarie, governative e militari. Fino a quando fu beccato. Nel 1997, a soli 24 anni cambiò vita. Oggi si definisce un Ethical Hacker, cioè una persona mossa da curiosità e non da intenti criminali.

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Elementi di etical hacking (da Wired.it) – Cracker per necessità

Nelle ultime ore è caccia a chi ha violato i sistemi di iTunes YouTube. Noi non sappiamo se abbiamo trovato il colpevole (probabilmente no) ma siamo riusciti a metterci in contatto con chi il cybercriminale lo fa di professione, cercando di capire se ci sono altri motivi – oltre ai soldi – che spingono a diventare cracker, anziché hacker.

Riuscire a rintracciarlo è stato un percorso lungo e difficile come altrimenti non poteva essere. E per parlare con noi ha dettato le sue condizioni, insindacabili. E visto e considerato quel che fa, accettarle è stato facile, non solo per una questione deontologica, ma anche e soprattutto perché correre il rischio di vedere computer e chissà che altro violati per vendetta, non lasciava tranquilli. Dunque non ci saranno nomi, nickname e nazionalità. Di lui possiamo dire che è un mercenario ed è un cracker (ce lo spiegherà lui), cioè, secondo il progetto Hackers Profiling, colui che rimuove le protezioni dei programmi commerciali o distrugge i sistemi informatici esclusivamente per profitto personale o per dimostrare che può arrivare ovunque.

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Larry Lessig: Internet is Freedom, Parlamento Italiano 2010

In questo post pubblichiamo il discorso tenuto da Larry Lessig al Parlamento Italiano il giorno 11 Marzo 2010, durante un convegno organizzato dalla Presidenza della Camera dei Deputati intitolato “Internet è libertà”. Dopo gli interventi del Presidente della Camera dei Deputati, di esponenti politici e di Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, è stata la volta di Lawrence Lessig. Per chi non lo conoscesse, quest’uomo è uno dei padri della moderna concezione di Internet, advisor del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e professore presso all’Università di Harvard. Invitiamo tutti a riservare mezz’ora (tanto dura questo video) all’ascolto, peraltro alquanto facilitato dalla contestuale proiezione della presentazione utilizzata da Lessig durante lo speech, per conoscere il pensiero di una mente illuminata.

 

The Geekly Reader: Prime Baby di Gene Luen Yang

Thaddeus K.Fong non è un bambino simpatico. Non invita nessuno alla propria festa, così da poter mangiare da solo tutta la torta (invita solo la nonna perché ha il diabete…). Sogna di dominare il mondo. Ma quello che lo manda davvero fuori giri è la sorella, che ha già 18 mesi e non sa dire altro se non “ga”. Ma quando impara a scuola i numeri primi, capisce che il “ga”  di sua sorella è cadenzato sui numeri primi e conclude che la piccola non può che essere un alieno. Ovviamente non riesce a convincere i genitori, quindi dovrà occuparsene personalmente.

 

Questa è la premessa di Prime Baby, un divertente libro di fumetti di Gene Luen Yang (autore di American Born Chinese, piccolo capolavoro che mescola racconti tradizionali cinesi agli stereotipi cinoamericani moderni). Si tratta di un fumetto originariamente pubblicato come striscia sul NY Times Magazine, ora raccolte in questo volumetto. Non farò spoiler ulteriori nè dirò altro se non che è molto divertente e che stava quasi passando inosservato. Lo stile di disegno è chiaro, semplice ma espressivo e deve qualcosa ai manga. Tutto è pervaso da un sense of humour sottile proprio come piace al sottoscritto. E’ adatto per la lettura con i bambini con l’avvertenza che il protagonista, proprio come Calvin di “Clavin & Hobbes” ha una naturale tendenza al turpiloquio; quindi potrebbe essere opportuno averne una preview. E’ possibile, a tal fine, leggere l’intero libro online (una sfilza di pdf) ancorché il libro sia in vendita per 6.99 dollari su Amazon.

Con preghiera di prenderne visione, attenta visione.

Mai come negli ultimi tempi ho incontrato quelli del “so tutto io” e del “ha detto mio cugino” pronti a dare botte da orbi all’iPad, pieno solo di difetti ed adatto esclusivamente a fighetti. Bene, al solito questa gente parla senza essere informata e a noi questo non piace, per definizione. Questa mattina, vogliamo quindi fornire uno spunto non per una lettura, ma per “la” lettura: la meravigliosa e lunghissima, dettagliatissima ma anche precisissima recensione di Ars Technica disponibile qui. La preghiera è quella di leggerla tutta per ricevere una sana e corretta informazione, basata sui reali pregi e difetti del nuovo iPad. Solo essendo realmente e correttamente informati potremo dire basta alla chiacchiere da strada, tutte farcite di luoghi comuni.

Buona lettura!!!

Augmented web experience

Internet non deve essere considerato un lusso ma un diritto, una risorsa liberamente accessibile in grado di veicolare il sapere, la conoscenza. Ognuno deve essere in grado di fornire valore aggiunto all’esperienza internet, traendo il libero sapere che circola in rete. Tutti noi usiamo i marciapiedi liberamente, non paghiamo il singolo accesso, la singola passeggiata, un abbonamento mensile alle passeggiate. In Internet invece sì, paghiamo, eccome, e le tariffe creano un pesante digital divide fra chi accede e chi no, e non può e non deve essere un pronlema di tariffe: al diavolo quelle maledette sessioni anticipate a tempo di 15 min tipiche delle usb keys con il bundle di 60 min/mese incluso…al diavolo! sono soggetto, insieme a molti altri chiaramente, ad una imposizione media di 1.000 euro/mese (lav.dip.) e non posso ambire ad includere il web fra i servizi ricevuti? Io non sfrutto l’Internet per scopi commerciali, non devo pagare! Del resto anche per il marciapiede é cosí, con quella che era la TOSAP ora COSAP credo, insomma l’occupazione del suolo pubblico. Ok, stop, mi sto scaldando…punto. Questo post nasce dalla lettura di una breve intervista a Nicholas Negroponte su Wired, e dopo averla letta l’ho sentita talmente mia da averla trasposta in un mio pensiero…del resto se leggo é per fare ordine nelle mie idee!!!

immagini che si commentano da sole

Due banalità, fra le tante sentite/lette:
* Apple vende computer costosi
* Apple non produce un NetBook

Ok, e questo come lo commentiamo alla fiera delle banalità???

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