Google Chrome: extensions per la produttività personale

Chrome, come noto, è il nuovo pargolo della sempre più allargata famiglia targata Google. Nonostante si tratti di un browser dal rilascio alquanto recente, ha determinato non poco scompiglio nel mercato di riferimento per le sue performance, per la sua interfaccia minimal e per la sua usabilità. Un ulteriore aspetto utile di Chrome è rappresentato dalla possibilità di fornire all’utente una serie di strumenti in grado di performare agevolmente alcuni dei tasks tipici del surfer. Il tutto, come per Firefox, avviene tramite estensioni; molte di queste sono in grado di incrementare la produttività personale e di consentire di effettuare le operazioni comuni in modo più semplice e più veloce. Di seguito vi forniamo il test di 10 estensioni, tutte testate in profondità, in grado di incrementare notevolmente la vostra produttività personale.

Leggi il resto dell’articolo

Pwn2Own 2010

Per il secondo anno consecutivo, Google esce indenne dal Pwn2Own. La gara hacker di Vancouver si è conclusa così come era iniziata, con tutti i maggiori browser “bucati” nel giro di pochi minuti e con Chrome lasciato da parte perché le sue falle sono troppo difficili da “exploitare”.

Motivo di questo successo è in parte attribuibile all’efficace sistema di sandboxing che “big G” ha incluso nel suo navigatore. Quest’ultimo costringe Chrome a girare in un ambiente protetto che – per dirla in parole povere – non consente ai processi del programma di leggere o scrivere file nelle parti sensibili del sistema.

Sano è salvo è anche Android, il sistema operativo di Google per gli smartphone, che al contrario di quello di iPhone – che è stato “forato” in circa 20 secondi – non è stato toccato dai partecipanti al contest. Probabilmente per motivi analoghi a quelli del browser.

Adesso però attenzione a non santificare Google. I suoi prodotti sono sicuri, affidabili, ma non infallibili. Come detto anche la scorsa settimana, Chrome non è stato intaccato dagli hacker solo perché la codifica degli exploit relativi alle sue falle richiede più tempo rispetto a quelle degli altri browser e nel Pwn2Own 2010 il tempo è denaro… o potentissimi laptop da portare a casa senza sborsare un soldo, a seconda dei casi.

In questo senso, diamo merito ai vincitori della tre giorni di Vancouver elencando brevemente i loro nomi e le imprese di cui si sono resi protagonisti: l’ormai famosissimo Charlie Miller ha fatto cadere Safari 4 su Mac OS X Snow Leopard; l’olandese Peter Vreugdenhil ha “bucato” Internet Explorer 8 su Windows 7; il tedesco Nills ha scoperto una falla di Firefox 3 su Windows 7 a 64-bit; lo studente lussemburghese Weinmann e il ricercatore italiano Iozzo hanno messo KO iPhone.

Ai “trivellatori” di browser sono andati 10.000 dollari, a quelli di smartphone 15.000 dollari. Ma bucare Google Chrome quello no, non ha prezzo… almeno fino al prossimo anno!

Productivity tips

Dopo aver letto una review del libro di Gina Trapani “Lifehacker book”, la materia dei tips di produttività è diventata decisamente centrale nell’economia delle mie meditazioni geekose. Ho quindi deciso di condividere le idee che sto sperimentando e come stiano funzionando ed, infine, chiedere le vostre impressioni in merito ed un racconto delle vostre esperienze.

Prima di cominciare mi corre l’obbligo di comunicare che molti dei tips sperimentati (tutti direi…) comportano l’utilizzo di prodotti e servizi forniti da Google. Per ovvia par condicio e per consentire a tutti coloro che hanno legittimi dubbi sull’opportunità di servirsi delle applicazioni distribuite da una company così penetrante nell’esperienza online di ciascuno di noi, consiglio i post del blog di Benjamin Ellis che ha svolto per una settimana un test di sopravvivenza su Internet senza utilizzare i servizi Google.

Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: