Google Chrome cresce in popolarità più rapidamente dei suoi rivali

La quota di mercato di Chrome sta progressivamente crescendo ad un ritmo vertiginoso stando a quanto riporta Net Applications. Tra Febbraio e Marzo, il browser di Google ha conquistato il 6,1% dell’intero mercato, mantenendo il proprio vantaggio sui diretti rivali Safari ed Opera e riducendo la distanza dai battistrada Internet Explorer e Firefox, che ad oggi può vantare il 24,5% di quota di mercato. Mentre tutti i browser conquistano mercato, Internet Explorer continua a declinare, perdendo circa l’1% di base installata rispetto al mese precedente. Parte del successo di Chrome è dovuto agli utenti Mac. A dicembre, Chrome per Mac era stato rilasciato in versione beta; l’assenza di extensions e di funzioni di sincronizzazione dei bookmarks aveva tuttavia scoraggiato gli utenti della Mela dall’effettuare uno switch o dall’affiancare Chrome a Safari o ad altri browser. Tutto è cambiato in Febbraio con il rilascio della versione stabile di Chrome per Mac, in tutto e per tutto identica a quella installata sui sistemi Windows e Linux.

Da un sondaggio condotto da Mashable su Twitter, molti utenti si dicono soddisfatti di Chrome perché più veloce di Firefox, Safari ed IE. Altri ritengono comunque di continuare ad usare Firefox perché legati ad alcune feature particolari – come Firebug ed alcune altre estensioni – che Chrome ancora non è in grado di replicare. Altri ancora hanno evidenziato come Chrome non sia del tutto maturo e soffra ancora problemi di compatibilità con alcuni siti dal cui surfing Firefox esce indenne. Alcuni continuano a DOVER usare IE, quanto meno in ambito business e nelle aziende in cui lavorano.

Allora proseguiamo il sondaggio di Mashable: quale browser utilizzate e perchè? Avete pensato all’eventualità di uno switch?

Attendiamo i vostri feedback!

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Pwn2Own 2010

Per il secondo anno consecutivo, Google esce indenne dal Pwn2Own. La gara hacker di Vancouver si è conclusa così come era iniziata, con tutti i maggiori browser “bucati” nel giro di pochi minuti e con Chrome lasciato da parte perché le sue falle sono troppo difficili da “exploitare”.

Motivo di questo successo è in parte attribuibile all’efficace sistema di sandboxing che “big G” ha incluso nel suo navigatore. Quest’ultimo costringe Chrome a girare in un ambiente protetto che – per dirla in parole povere – non consente ai processi del programma di leggere o scrivere file nelle parti sensibili del sistema.

Sano è salvo è anche Android, il sistema operativo di Google per gli smartphone, che al contrario di quello di iPhone – che è stato “forato” in circa 20 secondi – non è stato toccato dai partecipanti al contest. Probabilmente per motivi analoghi a quelli del browser.

Adesso però attenzione a non santificare Google. I suoi prodotti sono sicuri, affidabili, ma non infallibili. Come detto anche la scorsa settimana, Chrome non è stato intaccato dagli hacker solo perché la codifica degli exploit relativi alle sue falle richiede più tempo rispetto a quelle degli altri browser e nel Pwn2Own 2010 il tempo è denaro… o potentissimi laptop da portare a casa senza sborsare un soldo, a seconda dei casi.

In questo senso, diamo merito ai vincitori della tre giorni di Vancouver elencando brevemente i loro nomi e le imprese di cui si sono resi protagonisti: l’ormai famosissimo Charlie Miller ha fatto cadere Safari 4 su Mac OS X Snow Leopard; l’olandese Peter Vreugdenhil ha “bucato” Internet Explorer 8 su Windows 7; il tedesco Nills ha scoperto una falla di Firefox 3 su Windows 7 a 64-bit; lo studente lussemburghese Weinmann e il ricercatore italiano Iozzo hanno messo KO iPhone.

Ai “trivellatori” di browser sono andati 10.000 dollari, a quelli di smartphone 15.000 dollari. Ma bucare Google Chrome quello no, non ha prezzo… almeno fino al prossimo anno!

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