[X-POST] MAI PROVATO COL NASO?

Per utenti iPhone residenti nelle zone veramente fredde del pianeta, quelle zone in cui non ti toglieresti mai i guanti, ma in cui forse faresti molto, ma molto meglio, a comprare dei guanti adatti alla digitazione su iPhone, dicevo, in quelle zone, nonostante i fischi e gli insulti, gli sfotto’ e i cori dei bontemponi, bhé da oggi in quelle zone si può tappare sullo schermo con naso. Vabbé dai, andiamo oltre. Per eventuali interessati, l’acquisto crucco costa 0,79€ ed é disponibile qui
Ci tengo a sottolineare, qualora necessario, che questo post non rappresenta una sollecitazione all’acquisto.

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19 cose da sapere su Star Wars

Sindrome da programmatore

Ai programmatori basta poco per essere felici. Ed altrettanto poco per deprimersi. Vivono in mondo piccolo e riservato. Tutto loro. Sono fragili e spesso torturati dai loro capi. Ecco un esempio di “vita da programmatore”:

Amarcord a 8-bit

Stavros Fasoulas. Ok. Che cos’è? O meglio, chi è?. Partiamo dalla fine. Il Sole 24 Ore ogni giovedì pubblica un supplemento molto interessante dedicato alle nuove tecnologie ed alle scienze, Nova24. Nel numero in edicola oggi, tra le altre cose, si parla di videogiochi. In particolare si raccontano un paio di storie interessanti dedicate ad alcuni game designer, uno italiano, l’altro giapponese. La professione del programmatore di videogiochi si è molto evoluta rispetto ai primi, pionieristici, esperimenti. Dalle cantine e dalle soffitte, si è passati a produzione di stampo cinematografico, per tipologia di prodotto e per budget di realizzazione. Resiste però nella memoria di molti trentenni la figura del game designer solitario, di quello che non coordinava un team di specialisti ma faceva (quasi) tutto da solo nella sua cameretta, cantina, soffitta o qualunque recondito anfratto fosse. Ecco, Stavros Fasoulas era uno di questi. 

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Foursquare

Foursquare é un social network basato sulla geolocalizzazione (geotagging) dei propri utenti, disponibile principalmente su piattaforma iOS, Android, Blackberry e PalmOS, che vanta oggi circa due milioni di utenti con una media giornaliera di 15 mila nuovi profili attivati: numeri che lo rendono ancora un socialcoso “di nicchia” ma che la dicono lunga sulla velocità di sviluppo e la forza del progetto e che soprattutto sono valsi una recente stima del suo valore di mercato per ca. 80 milioni di dollari. Il suo fondatore, Dennis Crowley, è stato inserito dal MIT (Massachussets Institute of Technology) nella lista dei principali 35 innovatori con meno di 35 anni e viene continuamente corteggiato da colossi del calibro di Facebook e Yahoo, che di recente, ricevendo in cambio un cortese rifiuto, hanno cercato di comprare Foursquare. Questo perché dai dati in esso presenti si possono ricavare le preferenze comportamentali e soprattutto commerciali di milioni di utenti: cosa fanno, dove vanno, dove comprano, quali sono i loro luoghi preferiti e perché: tutti dati che potrebbero rendere in un prossimo futuro Foursquare un innovativo motore di ricerca, per un motivo semplice: l’elemento personale alla base della socializzazione rende l’informazione (ad esempio il commento su un hotel) assai credibile agli occhi dei lettori che, nelle loro successive scelte di natura commerciale, potrebbero ragionevolmente essere condizionati dal peso delle precedenti scelte dei loro amici. Insomma, molto più che uno spot.

Più nel dettaglio de tipo “how to do”, dopo la registrazione, si potrà verificare l’elenco dei luoghi d’interesse disponibili nella zona in cui ci si trova, aggiungendone anche degli altri, e da qui si potrà effettuare il “check-in” in uno di questi, ovvero comunicare al resto della community che stiamo entrando in un determinato posto: edicole, supermercati, musei, ristoranti, banche, uffici di ogni genere, e tanto altro. Con l’utilizzo si accumulano punti e questi assegnano titoli di vario genere, come “super user” ad esempio, oltre a permetterci di diventare i “mayor” dei posti che frequentiamo. Nell’eseguire il check-in potremo associare un commento al posto in cui siamo (ad es: sono al bar del piffero, e i cornetti cono davvero buoni) condividendolo anche su twitter o facebook, raggiungendo in tal modo anche i nostri contatti presenti su altre piattaforme e aggirando la (statisticamente) scarsa diffusione di Foursqare (lo ripetiamo, circa due milioni di utenti, contro i circa 500 milioni di Facebook, ad esempio), che al momento non gli permette di essere un fenomeno mondiale assolutamente rilevante.

Io? Continuo ad usarlo con soddisfazione e piacere, sicuro dei futuri sviluppi della piattaforma e della sua diffusione fra gli utenti…del resto 15 mila profili medi giornalieri sono un bel punto di partenza, no? Anche in Foursquare si manifesta pertanto la nostra anima social, considerato che con l’utilizzo potremo anche verificare la posizione attuale dei nostri amici e incontrarci con loro…o mancare per poco un incontro, come é successo questa mattina ad Andrea e me!!!

Me & my iMac

Ho ricevuto da Marco una richiesta, inviata tramite Fb, che voglio esaudire con entusiasmo. Qualche giorno fa ho acquistato un iMac. Modello 21,5″, 4 GB RAM, hdd da 500 GB.
Chi segue la mia pagina Fb sa già’ quale sia la mia soddisfazione. Per quanto folle possa sembrare, ho voluto esprimere il mio entusiasmo inviando una email direttamente a Steve Jobs. Il quale non ha risposto, ma questo a me non importa.
Ritengo piu’ interessante dare brevemente conto degli esiti della mia prima settimana da MacUser. Spendo qualche riga per il design: splendido. L’iMac e’ uno splendido oggetto d’arredamento; non mi meraviglio che la prima generazione di iMac, quella con il monitor di vari colori per intenderci, sia esposta al MOMA di New York. Collegato alla rete elettrica in un secondo, l’ho acceso. Minima configurazione della rete wi-fi, quattro-dati-quattro, e poi via, out of the box. E qui ho provato la stessa soddisfazione del mio primo contatto con Linux (il sacro cuore UNIX, amore della mia vita, torna sempre a galla): il computer e’ li’, PRONTO, attende che gli si dica cosa fare. Non c’e l’aggressione made in Microsoft: devi fare questo, configura quest’altro, attento manca questa cosa. Il look and feel e’ spettacolare, il rapporto con il computer e’ diretto, so di poter fare quello che mi pare. Periferiche ergonomiche, mouse abbastanza preciso (ma lo sostiuiro’ con un MagicTrackpad). Lo schermo, tecnologia LED, e’ampio e luminoso; posso tenere aperte contemporaneamente piu’ finestre in vero multitasking senza il minimo rallentamento. Ho riscoperto la mia vena musicale con Garage Band (presto colleghero’ la chitarra elettrica), subito al lavoro con iLife per gestire le mie fotografie.
La sensazione, che diviene fatto concreto, di essere padrone della situazione e’ stata la molla che mi ha suggerito di scrivere a Steve Jobs. Il quale, come detto, non ha risposto. Ma questo non conta. Conta di piu’ che oggi ho ricominciato ad essere felice di usare un computer.

Retrogaming…

 

You sit there, eyes glued to the writhing, arcade-quality graphics, pulling and squeezing your knob. Now you’re breathing heavily over the digital stereo sound. Now you’re shooting all over the place. but it’s no use…”GAME OVER.”

 

 

Now you can play with yourself for hours with SEGA’s hand held, full colour games system. The arcade-quality SEGA games and graphics plus back-lit screen means you can even fiddle around in total darkness! And when you need a breather from that fast and furious hand action you can turn the GAME GEAR into a colour TV using the handy SEGA TV Adaptor (it’s COMING soon). Thus refreshed you can call on a friend for some head to head action (as long as one of you has a GEAR to GEAR Cable!). IT WILL FULLFILL YOUR WILDEST FANTASIES for only £99.99! BATTERIES NOT INCLUDED.

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