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In principio fu Wired. Non ricordo con precisione quale numero della rivista fosse dedicato alle nuove tecnologie in ambito scolastico. Ma, di certo, fu il primo caso di interesse diretto della “carta stampata” per la possibilità di applicare al nostro sistema scolastico quanto di meglio offerto dall’innovazione in ambito informatico. Oggi, con l’inizio del nuovo anno scolastico, si moltiplicano le iniziative per l’informatizzazione delle nostre classi. Non più, o non solo, l’aula di informatica, spesso caratterizzata dalla presenza di veri e propri residuati bellici, ma nuove iniziative, si badi bene, patrocinate da capitali privati, che vogliono sì gli studenti ligi al loro dovere ma tramite nuovi supporti. Due esempi per tutti, decisamente agli antipodi (in senso strettamente geografico).

Al cospetto di un certamente severo commissario ministeriale, Salvatore Giuliano, preside dell’Istituto Tecnico Ettore Majorana di Brindisi, ha inaugurato il nuovo anno scolastico. Fin qui nulla di veramente nuovo. Alla cerimonia di apertura del nuovo anno hanno (scusate il gioco di parole…) partecipato professori, studenti, genitori, Microsoft, Intel e Capgemini. Sui primi tre gruppi nulla da dire; sui secondi sì. Le tre multinazionali hanno presenziato in quanto partner del progetto “Net in progress”. In questo progetto sono coinvolte dieci classi dell’istituto brindisino. Ogni studente sarà affiancato nel suo studio da un portatile Asus con processore Intel Atom; i libri di testo sono realizzati direttamente dai professori con licenza creative commons (gli alunni che vorranno stamparli dovranno versare un contributo di 35 Euro). Spesa per le famiglie? Una, il notebook, 390 Euro circa. E basta. Nelle aule sono stati installati schermi da 19″, collegati ad Internet, con interfaccia rivolta verso il docente, in grado di trasferire sui portatili degli studenti le informazioni di supporto alla spiegazione delle diverse materie. Il docente utilizza durante la lezione una lavagna elettronica su cui interviene tramite un controller per Nintendo Wii (questa cosa è grandiosa!), adattato per l’occasione proprio dal corpo docente del Majorana. Le telecamere installate in aula consentono di riprendere le giornate scolastiche a tutto vantaggio anche degli assenti: le lezioni potranno infatti essere seguite in “differita” o scaricate sul proprio computer per essere visualizzate in un secondo momento. Tramite la stessa interfaccia, adattata a videochat, gli studenti ed i genitori potranno dialogare con i professori in orario di ricevimento.

Il liceo Scientifico “Lussana” di Bergamo ha scelto l’iPad al posto dei classici libri di testo. La fortunata classe oggetto dell’esperimento è la 4 L del liceo, pronta a ricevere il tablet Apple con connettività Wi-Fi in comodato d’uso da utilizzare durante le lezioni, i compiti in classe ed i compiti a casa. Per evitare che si utilizzi l’onnisciente Internet durante le prova di verifica, gli insegnanti staccheranno la connessione e, mancando la connettività 3G, gli studenti dovranno rassegnarsi a non copiare (o semplicemente studiare applicazioni e/o tecniche che superino l’ostacolo). Gli iPad offerti agli studenti sono 17, affiancati da sei ebook reader, un proiettore da pc e un maxischermo grazie ad un finanziamento da 10.000€ concesso dall’Ufficio scolastico regionale. Mario Rotta, esperto italiano del mercato degli ebook, studierà l’esperimento e ne diffonderà le conclusioni.

In entrambi i casi, ritengo debba essere lodata la lucida follia di alcuni presidi e professori. Alcuni ritengono che queste iniziative snaturino il senso dello studio e portino i ragazzi ad essere distratti e poco concentrati sulle loro attività. Non sono d’accordo. Si può ancora studiare greco. O latino. Si tratta solo di mettere gli studenti in condizione di utilizzare uno strumento familiare e soprattutto utile come un terminale internet, di qualunque genere esso sia, tablet o notebook. Non si tratta di guardare al passato e di pensare che solo la Maestrina dalla Penna Rossa possa rappresentare un modello di insegnamento. La vera modernità è guardare al presente con occhi pronti a vedere il futuro. Tutto qui.

 

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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