iPad e mercato dell’editoria: considerazioni

Il prossimo ingresso sul mercato europeo da parte di iPad ha iniziato a determinare le prime reazioni concrete nel mercato dell’editoria, dal quale si attende un importante stimolo alle vendite commerciali della nuova creatura di Apple. In effetti, come evidenziato anche dal keynote di Steve Jobs di qualche tempo fa, una delle applicazioni principali di iPad sarà quella di “contenitore di news” e, più in generale, quella di sostituto di molti dei media cartacei dei quali, a tutt’oggi, ci serviamo a vario scopo (notizie, svago, cultura, studio).

Sulle nostre pagine abbiamo più volte cercato di individuare quale possa essere l’effettivo valore aggiunto di iPad ed abbiamo a più riprese tentato di collocare il prodotto a servizio delle esigenze sia dell’utente tipo che di quello più smaliziato (c.d. utenza prosumer). Le promesse che arrivano dal mercato dell’editoria risultano alquanto allettanti se paragonate all’odierna modalità di fruizione del prodotto news: nelle dichiarazioni dei principali responsabili di quotidiani nazionali (Gruppo L’Espresso con “Repubblica”, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport) vengono individuate nuove feature in grado di espandere in maniera significativa il grado di “esperienza” della notizia, attraverso la pubblicazione di video, materiale di approfondimento e contenuti, in genere, multimediali. Molte le applicazioni, successivamente da rendere disponibili sull’AppStore, che consentiranno questa auspicata maggiore interazione; in verità si tratta di soluzioni a valore aggiunto o, meglio, a tariffazione aggiuntiva atteso che alle feature di base, gratuite per tutti, si aggiungeranno ulteriori funzioni e contenuti a pagamento. Il problema di fondo rimane quello della qualità dei servizi “gold” e dell’effettiva convenienza ed opportunità per l’utente finale di utilizzarli e scaricarli.

L’hardware ed il software di iPad, a detta degli editori, consentirà finalmente di fruire di una vera piattaforma di informazione mobile in tutto e per tutto equivalente quanto a potenza con i comuni computer desktop e laptop; la qual cosa, unita all’indubbio vantaggio della estrema portabilità del device, consentirà di digitalizzare a tutti gli effetti le nostre fonti di approvvigionamento informativo. L’approccio evolutivo del mercato delle news è figlio dunque dell’evoluzione del supporto; il termine di paragone è rappresentato da iPhone, del quale viene lamentata la scarsa attitudine a costituire un valido supporto per attività che obblighino ad una prolungata lettura (volontaria o meno che essa sia). A nostro avviso tale approccio appare quanto meno riduttivo. iPhone è nato per costituire uno strumento di reference, di qualunque tipologia, di immediata disponibilità a fronte di estreme mobilità e portabilità. In un Paese come l’Italia in cui il consumo di servizi di internet mobile è cresciuto del 20%, iPhone rappresenta lo strumento ideale. Il tutto inserito in un oggetto caratterizzato da un hardware assolutamente di prim’ordine e da un software in continua evoluzione (vds. keynote di Steve Jobs su iPhone OS 4.0). La nostra convinzione è che iPhone continui a lasciarsi preferire per le indubbie qualità di strumento di immediata fruibilità e di elevatissima portabilità; iPad rappresenta sicuramente il futuro dell’informazione ma siamo ancora convinti che non potrà costituire da solo lo strumento di traino verso il digital delivery di informazioni se non potrà contare su un supporto più che solido delle “case produttrici” di informazioni e sulla disponibilità del pubblico a spendere qualcosa in più per trasformare il proprio approccio all’informazione. Rupert Murdoch ha sicuramente ragione quando vede nei tablet il futuro delle news; il momento in cui questo avverrà, tuttavia, è inevitabilmente ancorato alla volontà del consumatore ed alla capacità del mercato dell’editoria di migrare i propri utenti verso  nuove forme di diffusione del prodotto “informazione”. iPad, da solo, non può operare il miracolo.

Questa considerazione appare tanto più vera, quanto più si consideri che il mercato dell’informazione digitale, oggi, vale il 10% dell’intero mercato, a prescindere dalla piattaforma tramite la quale viene veicolato. Conseguentemente, iPad non può che qualificarsi come ulteriore strumento di diffusione del prodotto e non come vero e proprio device dell’informazione. Per poter finalmente riuscire in questo intento, i giornali debbono, essi stessi, trasformarsi in applicazioni; di più, il giornale in quanto tale, in quanto testata, dovrebbe progressivamente essere sostituito da aggregatori di notizie costruiti su misura per il singolo consumatore. A quel punto, crediamo, avremmo per le mani la vera killer application di iPad. Speriamo solo che la strada da percorrere non sia, come sempre, lunga, tortuosa ed irta di difficoltà.

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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