Assassin’s Creed II

Qualche giorno fa ho scaricato dal Playstation Store l’ultimo DLC di Assassin’s Creed II (titolo: “Il falò delle vanità”). Questo evento ha scatenato il desiderio di riprendere a giocare con la mia amata PS3 (di nuovo collegata con HDMI al mio fido Samsung 32”) ed in particolare con le avventure del prode Ezio Auditore da Firenze.

Le ambizioni del primo Assassin’s Creed, come gameplay, erano evidenti ma la loro realizzazione "pratica" lasciava qualcosa in sospeso, dando fin troppa importanza al combattimento.

Il seguito tocca anche questo settore e sposta la bilancia molto più verso gli aspetti da gioco di ruolo che influenzano sopratutto aspetto ed evoluzione del protagonista. Risulta infatti evidente come sia critica la conoscenza delle varie città, dei quartieri e dei luoghi importanti oltre che delle persone incontrate di volta in volta sulla nostra strada.
Va poi considerata l’importanza storica (non a caso) del denaro, usato per curarsi, cambiarsi d’abito, migliorare le armi a nostra disposizione e molto altro ancora.

Come avviene in gran parte dei giochi "open world" anche qui avremo piena libertà di muoverci entro limiti ben definiti, ma potendo interagire in maniera grossomodo pacifica con un numero elevato di personaggi. Trattandosi di un gioco d’azione a tema stealth, è ovvio che si possa trascorrere gran parte del tempo correndo sui tetti e uccidendo ogni guardia incontrata, ma non è così che si apprezzano le migliorie di questo seguito.

Scendendo in strada, infatti, incontriamo tutta una serie di negozi, individui e attività cui possiamo prendere parte: dai medici per curarci o far scorta di medicine, ai sarti per cambiare (principalmente nei colori) la nostra uniforme. Sebbene la trama richieda per forza di cose un certo utilizzo della violenza, va detto che molte situazioni si possono superare con astuzia, per esempio buttando del denaro vicino alle guardie per distrarle senza né ferirle, né ucciderle.
Le influenze da altre serie celebri (sopratutto in campo stealth) sono evidenti ma non inflazionate, perché Assassin’s Creed II mette sempre un proprio tocco personale negli elementi ripresi dalla concorrenza. Ne sono un esempio i "quick time event" delle scene filmate, piccoli attimi di interazione che non pregiudicano né l’avanzamento dello stesso video, né quello della trama. Tornando agli aspetti economici, è richiesta una certa oculatezza nelle spese anche nel contesto "artificiale" del gioco. Assoldare alcuni aiutanti per proteggerci può costare veramente caro, e gli effettivi vantaggi che promettono non valgono sempre i Fiorini investiti.

 

Per quanto riguarda invece il lato più "action" questo secondo capitolo enfatizza la strategia richiesta per aggirare i nemici scoraggiando le risse che invece si potevano affrontare abbastanza di frequente nel primo episodio. Ciò non significa che non siano presenti scene più movimentate della classica azione solitaria, infatti la varietà aggiunta a questo capitolo stravolge spesso nell’arco di pochi minuti lo stile di gioco, in maniera tale che è difficile annoiarsi.

Sebbene mostrino le classiche lacune di questo genere, i nemici hanno una buona mobilità nello scenario arrivando a seguirci sui tetti per vari quartieri prima di desistere, organizzandosi in gruppi separati per tenderci trappole (durante le fughe più caotiche). Tutto ciò rende più divertente riuscire a evadere le loro attenzioni ed eliminarli con la classica lama estrabile simbolo della serie. Come accennato poco sopra, si notano talvolta i classici "lapsus" dell’intelligenza artificiale che a volte non si accorge di Ezio malgrado sia a pochi metri di distanza, o che improvvisamente lascia l’inseguimento perché ha raggiunto i "limiti" del suo percorso nel livello.

In ambito combattimenti, come avveniva nel primo episodio hanno più valenza le mosse scenografiche dei personaggi rispetto all’efficacia dei colpi, creando qualche situazione di leggero caos quando si è accerchiati da molti nemici. Per fortuna, situazioni come queste vengono sconsigliate dal gioco e dalla struttura più votata alla discrezione assoluta, o alla fuga strategica quando si viene scoperti. Ad ogni modo, esistono varie possibilità di far pratica sia con nemici "minori" sia in apposite arene di combattimento dove ci vengono spiegate mosse, contromosse e perfino provocazioni (simili a quelle di oggi ma nella lingua forbita del tempo).

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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