Productivity tips

Dopo aver letto una review del libro di Gina Trapani “Lifehacker book”, la materia dei tips di produttività è diventata decisamente centrale nell’economia delle mie meditazioni geekose. Ho quindi deciso di condividere le idee che sto sperimentando e come stiano funzionando ed, infine, chiedere le vostre impressioni in merito ed un racconto delle vostre esperienze.

Prima di cominciare mi corre l’obbligo di comunicare che molti dei tips sperimentati (tutti direi…) comportano l’utilizzo di prodotti e servizi forniti da Google. Per ovvia par condicio e per consentire a tutti coloro che hanno legittimi dubbi sull’opportunità di servirsi delle applicazioni distribuite da una company così penetrante nell’esperienza online di ciascuno di noi, consiglio i post del blog di Benjamin Ellis che ha svolto per una settimana un test di sopravvivenza su Internet senza utilizzare i servizi Google.

Lo switch a Google Chrome

Questo è un qualcosa a cui pensato per qualche tempo ma che finalmente è andato in porto dopo aver realizzato che, durante una sessione di lavoro particolarmente lunga senza dover ripetutamente chiudere e riaprire Firefox, stavo consumando 3/4 della mia RAM. Fin qui sono rimasto impressionato dalla velocità e della leggerezza di questo browser, contraddistinto da notevoli features come la possibilità di sincronizzare il proprio account così che i bookmarks aggiunti su una macchina siano disponibili anche su eventuali ulteriori pc; il fatto che all’apertura di una nuova scheda venga mostrata una pagina riassuntiva con le otto pagine maggiormente visitate; la funzione “Close tabs to right” che torna molto comoda quando si lavora su più finestre.

Ho anche trovato tre extensions, simili ai plug-ins di Firefox, che rendono la vita su Chrome decisamente più facile:

BugMeNotLite: basata sul sito BugMeNot, è una one-click app che completa automaticamente i campi username/password dei siti che richiedono una sottoscrizione. Non è utile per conservare i dati, ma consente un più rapido accesso ai siti che prevedono e si basano su un meccanismo di registrazione.

ChromeBird: si tratta di una app basata su una sola icona che mostra quanti post Twitter sono stati twittati dalle persone che si seguono rispetto al precedente check; è previsto anche un drop down menu dove è possibile leggere i post senza necessità di collegarsi direttamente a Twitter. La feature più interessante è che l’icona cambia colore quando qualcuno scrive un post menzionandoti o quando si riceve un messaggio diretto.

GoogleMailCheckerPlus: Se prima era possibile utilizzare la app stand alone GMail Notifier, ora è disponibile uno strumento decisamente più comodo. L’aspetto più interessante è rappresentato dalla possibilità di scrollare un messaggio tramite un drop down e rispondere, archiviare, cancellare senza necessità di collegarsi al sito di GMail.

Adottare la strategia Inbox Zero

Ne ho letto nella recensione che citavo all’inizio, ma, per farla breve, si tratta di svuotare la propria inbox ogni volta che la si apre, anche qualora si acceda per cancellare un messaggio, rispondere o archiviare. Con GMail è anche più facile da utilizzare dal momento che è necessario creare solo due cartelle (nel mio caso Action e Reference). I principali vantaggi di questo sistema sono quelli di 1) acquisire una forma mentis tale per cui i messaggi non necessari vengono immediatamente cancellati piuttosto che lasciati a decantare e ad occupare spazio; 2) le cartelle diventano una sorta di ToDo list in grado di sostituire con efficacia programmi appositamente scritti. Ho anche notato che la funzione mail dei miei iPod Touch e iPhone funziona ancora meglio rispetto al sito GMail per destreggiarsi nella pletora di messaggi ricevuti e procedere alla cancellazione/archiviazione. In questo video, di circa un’ora, Merlin Mann, che sta scrivendo un libro su questo sistema, spiega qual’è la teoria che si cela dietro Inbox Zero.

 

 

Google Calendar come agenda predefinita

Interessante la funzione che consente di interfacciare l’agenda con la propria email così da ricevere gli alert relativi ai propri appuntamenti. Un’agenda cartacea o un calendario da tavolo svolgono indubbiamente una funzione analoga, ma, devo confessarlo, mi viene molto più naturale controllare la mail (o abilitare la notifica push sul mio iPhone) che non guardare un calendario (che infatti non ho sulla mia scrivania…)

Usare Google Docs

Mi è capitato di usare accidentalmente questa applicazione, dopo aver realizzato che il mio netbook poteva essere troppo lento per far girare applicazioni office molto complesse. Per un tipo di lavoro semplice – word processing di base con controllo ortografico e conteggio parole/battute – ha funzionato bene. Non direi che sia sufficiente per soppiantare Office/OpenOffice/Apple Works, ma certamente è la carta vincente da giocare quando si è in movimento.

Waiting for feedbacks!

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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