A regola d’arte

Una delle ragioni principali che mi hanno spinto ad interessarmi alla tecnologia è stata la possibilità di utilizzare nel quotidiano le opportunità offerte dai device che quotidianamente accompagnano la mia giornata. Questo approccio è stato elevato all’ennesima potenza in concomitanza con l’acquisto di un iPhone. Tra la miriade di applicazioni disponibili, ho cercato, trovato ed installato una app intitolata “Caravaggio”. Si tratta, di fatto, di una completissima guida alle opere esposte in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma in occasione degli eventi museali dedicati a Michelangelo Merisi. Non appena scaricata l’applicazione è immediatamente disponibile un menu che comprende tutte le opere esposte in mostra; cliccando sulla singola thumbnail è possibile accedere ad una accurata descrizione dell’opera e ad un video nel quale, in pochi secondi, vengono efficacemente spiegati l’origine, la destinazione ed il significato dell’opera.

A molti di noi sarà capitato di frequentare musei o luoghi di interesse culturale; uno degli strumenti classici con cui ci siamo accompagnati è l’audioguida, quella sorta di telefono cellulare che racchiude le informazioni basilari sull’evento che stiamo visitando o sul luogo che stiamo vedendo. L’iPhone recupera questo concetto base e lo espande alla massima potenza attraverso un corredo multimediale di tutto rispetto in grado di assecondare perfettamente le esigenze tanto dell’utente medio quanto dell’appassionato di storia dell’arte.

E’ a questa funzione delle nuove tecnologie che facevo riferimento in apertura; questa applicazione, sicuramente indirizzata ad un pubblico preciso, ma questo poco importa in questa sede, nasce per facilitare la fruizione di un elemento, di una pagine della nostra vita; consente, con strumenti potenti, ma intuitivi, di amplificare l’esperienza sensoriale del momento (nel caso di specie la visione di una mostra) attraverso un corredo multimediale in grado, tra l’altro, di essere immediatamente riscontrato dal vivo. L’accesso al sistema culturale dell’evento viene ulteriormente facilitato e potenziato dalla presenza di ulteriori elementi: in particolare una mappa (che sfrutta il sensore gps dell’iPhone) in grado di enumerae i siti caravaggeschi ubicati nelle immediate vicinanze dell’utente con possibilità di organizzare itinerari di visita e con l’opportunità di aprire ulteriori contenuti, in prevalenza testuali, che fungano da guida per il visitatore.

E’ quindi a questo aspetto delle tecnologia, intesa come infrastruttura in grado di facilitare la quotidianità e di rappresentare uno strumento di sviluppo della persona che guardo con particolare interesse. E’ auspicabile che sempre più spesso vengano rilasciate apps di questo tipo, anche in ambiti diversi, ma che siano contraddistinte dal comune denominatore della fruibilità, della possibilità di poter essere spese effettivamente nel quotidiano e che non rappresentino uno sterile gioco al “guarda cosa può fare il mio cellulare”; in fondo, quando molti di noi, 30/40 anni fa immaginavano di vivere, nel 2010, in un mondo fatto di macchine volanti e robot serventi, non pensavano che questo significasse restringere il proprio campo vitale ma che tutto avrebbe contribuito ad espandere l’universo delle nostre esperienze. Ne sono ancora convinto.

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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