Per l’amore della scienza!

Ci sono alcune regole d’oro per realizzare un buon fictional film. “Introdurre i personaggi, introdurre il conflitto, mostrare come viene risolto” è una struttura piuttosto comune. Evitare eccessive narrazioni (utilizzando il dialogo come una scorciatoia per chiarire il background dei personaggi) è un’altra. Oggi, un professore di fisica propone una ulteriore regola: infrangere le leggi della fisica una sola volta per film.

Sidney Perkowitz è intervenuto durante una discussione avviata durante la convention annuale dellla American Association for the Advancement of Science. L’intervento prendeva lo spunto dal lancio, del 2008, dello Science & Entertainment Exchange, un programma disegnato su misura per aiutare gli autori a svolgere un lavoro scientificamente accurato.

I membri del gruppo di lavoro hanno esaminato molte candidature, ma il più criticato è stato il film del 2003 The Core, nel quale la Terra smetta di girare attorno al proprio asse ed un gruppo di scienziato vola al suo interno verso il centro per far detonare una bomba atomica che sia, in qualche modo,in grado di ripristinare il movimento. Perkowitz ritiene che sia “decisamente e deliberatamente errato al fine di irritare gli scienziati presenti in sala. Ed aggiunge: ” L’ignoranza è scusabile, la contemplazione no.”

Un altro film da sempre sottoposto a critiche in tal senso è “Starship Troopers” nel quale gli scarafaggioni protagonisti della pellicola si ergono per 10 metri circa. Perkowitz osserva che tali creature dovrebbero quindi pesare circa 10.000 quintali, il che, senza ombra di dubbio, provocherebbe il collasso ed il crollo delle loro strutture ossee.

Perkowitz ha addirittura scritto un libro sull’argomento: “Hollywood Science: Movies, Science and the End of the World” anche se, in materia di titoli cattura-attenzione non può competere con il libro di Tom Rogers “Insultingly Stuid Movie Physics: Hollywood’s Best Mistakes, Goofs and Flat Out Destructions of the Basic Laws of the Universe”.

Il San Diego Union Tribune ha colto un punto importante a proposito del potere di Hollywood: “Una scomoda verità” (film di/con Al Gore sul global warming) ha incassato 49 milioni di dollari, “The Day After Tomorrow” ha incassato 544 milioni di dollari. Qualunque sia la vostra idea a proposito di cambiamenti climatici, è probabilmente vero che quella più gradita al pubblico è stata quella più lontana dalla verità scientifica.

La storia è stata un meraviglioso esempio dei differenti approcci messi in atto dalle varie tipologie di media. Mentre il NY Times ha scelto il blando ma funzionale “Make Science Fiction more Scientific, says Scientist”, I09.com ha optato per “Scientist to Hollywood: stop making shit up”.

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Info andrea
Andrea vive e lavora a Roma. Due figli, una moglie ed una serie infinita di gadget tecnologici per restare in contatto con il mondo e con se stesso.

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